Tutti pazzi per Mary è il film diretto da Peter e Bobby Farrelly
da una sceneggiatura firmata dagli stessi registi insieme a Ed Decter e John J. Strauss, prodotto da 20th Century Fox.
I produttori sono: Frank Beddor, Michael Steinberg, Bradley Thomas, Charles B. Wessler
mentre quelli esecutivi sono i registi Peter e Bobby Farrelly.
Nel cast di Tutti pazzi per Mary ci sono:
Cameron Diaz, Matt Dillon, Ben Stiller, Lee Evans, Chris Elliott.
Francesca Guadagno è la voce italiana di Cameron Diaz che nel film è Mary Jensen.
La storia segue Ted, un uomo rimasto fermo a un amore adolescenziale mai superato:
quello per Mary, la ragazza brillante e solare conosciuta ai tempi del liceo.
Anni dopo, ancora ossessionato da quel ricordo,
decide di affidarsi a un investigatore privato per ritrovarla e capire che fine abbia fatto la sua vita.
Ma l’incarico si trasforma rapidamente in un caos di equivoci, gelosie e situazioni sempre più assurde,
in cui diversi uomini si contendono l’attenzione di Mary.
Quando Ted finalmente la ritrova, si rende conto che la realtà
è molto diversa dall’immagine idealizzata che ha coltivato per anni,
e che l’amore non può essere costruito su un’ossessione del passato.
Il film mescola commedia romantica e umorismo con una libertà narrativa allora inusuale per Hollywood.
Il film esce nel 1998 e diventa rapidamente un fenomeno culturale.
Vince numerosi premi, tra cui quattro MTV Movie Awards e tre Teen Choice Award, ricevendo peraltro due candidature ai Golden Globe 2000.
Nel 2000 l’American Film Institute lo inserì al ventisettesimo posto nella lista delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi.
Tra le curiosità più note,
il personaggio di Mary fu scritto proprio per rompere il cliché della “donna perfetta” tipica delle commedie romantiche anni Novanta.
Un’altra curiosità riguarda la celebre scena del gel nei capelli, diventata iconica e quasi improvvisata nella sua esecuzione fisica.
Cameron Diaz ha raccontato:
«Mary non è costruita per essere idealizzata.
È reale, spontanea, e forse per questo il pubblico si è riconosciuto in lei».
Inoltre la Diaz ha dichiarato in seguito:
«Non pensavo che quella commedia avrebbe avuto una vita così lunga.
È uno di quei film che continuano a essere scoperti da nuove generazioni».
Ben Stiller ha spiegato la difficoltà del tono del film:
«Il rischio era che tutto diventasse troppo sopra le righe.
Ma i Farrelly avevano una regola precisa:
ogni assurdità doveva nascere da una verità emotiva».
Matt Dillon ha ricordato:
«Sul set si respirava un’energia quasi da teatro comico. Molte reazioni non erano scritte.
Molte scene funzionavano perché nessuno si tratteneva. Era un tipo di energia molto libera».
