La sceneggiatura è a cura di: Brian Koppelman, David Levien, Rick Cleveland, Matthew Chapman
I produttori sono: Gary Fleder, Arnon Milchan, Christopher Mankiewicz mentre quello esecutivo è Jeffrey Downer.
Le case di produzione de La giuria (Runaway Jury) sono: Twentieth Century Fox, New Regency.
Il cast è formato da: John Cusack, Rachel Weisz, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Nick Searcy.
Stefano De Sando è la voce italiana di Nick Searcy che nel film è Doyle.
La giuria (Runaway Jury) va in onda il 3 maggio alle 21.10 su Rai movie.
La trama ruota attorno a un processo intentato contro una potente industria delle armi, accusata di responsabilità indiretta in una sparatoria mortale.
Nel mezzo della selezione della giuria, un uomo apparentemente qualunque, Nicholas Easter, e una donna misteriosa,
Marlee, iniziano a muoversi dietro le quinte proponendo un’offerta sconvolgente: influenzare il verdetto della giuria in cambio di denaro.
Quello che segue è un intricato gioco di potere tra avvocati, consulenti senza scrupoli e giurati manipolabili, in cui ogni decisione può ribaltare l’esito del processo.
Il film costruisce la tensione mostrando quanto fragile possa essere l’imparzialità del sistema giudiziario quando entrano in gioco interessi economici enormi.
Tra le curiosità, è interessante notare come il film si discosti dal romanzo originale,
sostituendo il tema dell’industria del tabacco con quello delle armi da fuoco, scelta fatta per rendere la storia più contemporanea e incisiva per il pubblico dell’epoca.
Inoltre, la collaborazione tra Hackman e Hoffman era particolarmente attesa, dato che i due avevano condiviso poche scene insieme in precedenza nonostante carriere parallele di altissimo livello.
Cusack ha descritto il suo personaggio come
“un uomo che gioca una partita molto più grande di lui, ma che riesce a restare sempre un passo avanti evidenziando la natura strategica del ruolo.
Rachel Weisz ha invece parlato della complessità di Marlee:
“non è semplicemente manipolatrice, ma è guidata da motivazioni personali molto forti che emergono gradualmente, una donna che usa l’intelligenza come arma principale in un mondo dominato dal potere maschile”.
Gene Hackman ha evidenziato il lato oscuro del suo personaggio:
“Fitch rappresenta il volto più spietato del sistema, dove vincere conta più della verità”.
Dustin Hoffman ha ribadito l’importanza del messaggio del film, affermando :
“la giustizia è fragile e va difesa ogni giorno, soprattutto quando è sotto pressione”.
Il regista Gary Fleder ha spiegato:
“Il mio obiettivo principale era rendere il racconto accessibile ma allo stesso tempo inquietante,
il vero nemico nel film non è una persona, ma un sistema che può essere piegato con abbastanza risorse e determinazione.
E’ molto importante mantenere un equilibrio tra intrattenimento e denuncia, evitando che il messaggio sociale risultasse troppo didascalico.
E’ davvero stimolante lavorare con un cast così esperto,
capace in molte scene di arricchire la situazione con da piccoli dettagli improvvisati dagli attori, che trasformavano ogni dialogo in una partita a scacchi recitativa”.
La giuria (Runaway Jury) è il film diretto da Gary Fleder, tratto dall’omonimo romanzo di John Grisham.
La sceneggiatura è a cura di: Brian Koppelman, David Levien, Rick Cleveland, Matthew Chapman
I produttori sono: Gary Fleder, Arnon Milchan, Christopher Mankiewicz mentre quello esecutivo è Jeffrey Downer.
Le case di produzione de La giuria (Runaway Jury) sono: Twentieth Century Fox, New Regency.
Il cast è formato da: John Cusack, Rachel Weisz, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Nick Searcy.
Stefano De Sando è la voce italiana di Nick Searcy che nel film è Doyle.
La giuria (Runaway Jury) va in onda il 3 maggio alle 21.10 su Rai movie.
La trama ruota attorno a un processo intentato contro una potente industria delle armi, accusata di responsabilità indiretta in una sparatoria mortale.
Nel mezzo della selezione della giuria, un uomo apparentemente qualunque, Nicholas Easter, e una donna misteriosa,
Marlee, iniziano a muoversi dietro le quinte proponendo un’offerta sconvolgente: influenzare il verdetto della giuria in cambio di denaro.
Quello che segue è un intricato gioco di potere tra avvocati, consulenti senza scrupoli e giurati manipolabili, in cui ogni decisione può ribaltare l’esito del processo.
Il film costruisce la tensione mostrando quanto fragile possa essere l’imparzialità del sistema giudiziario quando entrano in gioco interessi economici enormi.
Tra le curiosità, è interessante notare come il film si discosti dal romanzo originale,
sostituendo il tema dell’industria del tabacco con quello delle armi da fuoco, scelta fatta per rendere la storia più contemporanea e incisiva per il pubblico dell’epoca.
Inoltre, la collaborazione tra Hackman e Hoffman era particolarmente attesa, dato che i due avevano condiviso poche scene insieme in precedenza nonostante carriere parallele di altissimo livello.
Cusack ha descritto il suo personaggio come
“un uomo che gioca una partita molto più grande di lui, ma che riesce a restare sempre un passo avanti evidenziando la natura strategica del ruolo.
Rachel Weisz ha invece parlato della complessità di Marlee:
“non è semplicemente manipolatrice, ma è guidata da motivazioni personali molto forti che emergono gradualmente, una donna che usa l’intelligenza come arma principale in un mondo dominato dal potere maschile”.
Gene Hackman ha evidenziato il lato oscuro del suo personaggio:
“Fitch rappresenta il volto più spietato del sistema, dove vincere conta più della verità”.
Dustin Hoffman ha ribadito l’importanza del messaggio del film, affermando :
“la giustizia è fragile e va difesa ogni giorno, soprattutto quando è sotto pressione”.
Il regista Gary Fleder ha spiegato:
“Il mio obiettivo principale era rendere il racconto accessibile ma allo stesso tempo inquietante,
il vero nemico nel film non è una persona, ma un sistema che può essere piegato con abbastanza risorse e determinazione.
E’ molto importante mantenere un equilibrio tra intrattenimento e denuncia, evitando che il messaggio sociale risultasse troppo didascalico.
E’ davvero stimolante lavorare con un cast così esperto,
capace in molte scene di arricchire la situazione con da piccoli dettagli improvvisati dagli attori, che trasformavano ogni dialogo in una partita a scacchi recitativa”.

