Grantchester è la serie televisiva ideata da Daisy Coulam, da racconti di James Runcie,
con la regia di Harry Bradbeer, Tim Fywell e Rob Evans.
La serie, trasmessa da ITV dal 2014 e co-prodotta con Masterpiece per la messa in onda statunitense su PBS,
è prodotta da Kudos Film and Television.
Nel cast principale ci sono:
Robson Green, James Norton, Tom Brittney, Rishi Nair, Tessa Peake-Jones.
Monica Patrizi è la direttrice del doppiaggio italiano.
Ambientata nel pittoresco villaggio di Grantchester, vicino a Cambridge, segue l’improbabile collaborazione fra un ispettore di polizia e un vicario-detective negli anni Cinquanta e Sessanta.
Ogni episodio ruota attorno a dei delitti.
L’ispettore Geordie Keating unisce il suo metodo investigativo empirico all’intuito morale dei vicari che si succedono:
Sidney Chambers, Will Davenport e Alphy Kottaram.
L’intreccio combina mistero, fede e critica sociale, riflettendo i cambiamenti culturali dell’Inghilterra postbellica.
Apprezzata per l’alchimia tra i protagonisti e la fusione di giallo e introspezione morale,
Grantchester ha ricevuto valutazioni positive dal pubblico (78 % su Rotten Tomatoes) e solide audience su ITV e PBS.
È considerata una delle produzioni di punta del filone “cosy crime” britannico, accanto a Endeavour e Father Brown.
Tra le curiosità legate alla produzione, spicca l’avvicendamento tra gli interpreti principali.
La decisione di James Norton di lasciare la serie per dedicarsi a nuovi progetti cinematografici
ha spinto la produzione a scommettere su Tom Brittney, una scelta che si è rivelata vincente per il mantenimento degli ottimi ascolti.
Inoltre, per garantire il massimo del realismo, le riprese si svolgono prevalentemente nelle location reali del Cambridgeshire,
tra cui la vera chiesa del villaggio, trasformando l’ambiente stesso in un co-protagonista visivo della narrazione.
James Norton ha raccontato la complessità del suo personaggio:
“Ciò che ho amato fin dall’inizio è che non dovevo interpretare il classico uomo di chiesa perfetto.
Il mio è un personaggio profondamente umano, che commette errori, beve troppo e
combatte costantemente con i fantasmi del suo passato legati alla guerra.
La serie all’apparenza sembra una cartolina idilliaca, ma sotto la superficie scava nei segreti più oscuri dell’animo umano“.
Robson Green ha evidenziato l’alchimia unica che si è creata con i colleghi nel corso degli anni:
“La vera anima dello show, al di là dei delitti da risolvere, è l’amicizia.
Si è creata un’alchimia del tutto naturale sul set.
I nostri due mondi sono come due facce della stessa medaglia:
uno vede il peggio della società ogni giorno, mentre l’altro cerca costantemente di trovarci il divino.
Alla fine, questi uomini hanno un disperato bisogno l’uno dell’altro”.
Tom Brittney ha confessato le sue iniziali preoccupazioni entrando in una serie di successo:
“Sostituire un interprete così amato era una sfida enorme e terrificante, ma l’accoglienza del pubblico e
il legame immediato nato sul set hanno reso tutto naturale.
Portare una ventata di giovinezza, modernità
e persino un briciolo di ribellione in sella a una moto è stato incredibilmente stimolante”.

